In occasione del trentesimo anniversario della legge 194, che nel 1978 legalizzò in Italia l’interruzione volontaria di gravidanza, Cantagalli pubblica, in collaborazione con il Movimento per la vita italiano, la traduzione di La vie est un bonheur , di Clara Lejeune, figlia del grande genetista Jérôme Lejeune, pubblicato in Francia nel 1997.
Illustre scienziato e medico di fama internazionale, scopritore della trisomia 21, la sindrome di Down, Lejeune è considerato il padre della genetica moderna. La sua vita e il suo impegno nella ricerca «manifestano qualcosa di universale nell’impegno per la difesa della vita nascente e insieme recano il segno di una singolarità esemplare meritevole di essere proposta anche in Italia come stimolo nel ripensamento degli ultimi trent’anni di “storia del diritto alla vita” della nostra nazione», afferma Carlo Casini nell’introduzione all’edizione italiana. Clara Lejeune racconta con dolcezza e affettuosa memoria la vita di suo padre, marito, «ricercatore dall’anima del poeta», uomo «dalla forza tranquilla» animato da una fede semplice e profonda. Particolarmente belle le pagine dedicate alla malattia e alla morte di Lejeune, raccontate con parole piene di amore filiale e di riconoscenza per un padre che ha lasciato ai suoi figli e al mondo la testimonianza di una vita illuminata e piena. Un testimone della vita.
Illustre scienziato e medico di fama internazionale, scopritore della trisomia 21, la sindrome di Down, Lejeune è considerato il padre della genetica moderna. La sua vita e il suo impegno nella ricerca «manifestano qualcosa di universale nell’impegno per la difesa della vita nascente e insieme recano il segno di una singolarità esemplare meritevole di essere proposta anche in Italia come stimolo nel ripensamento degli ultimi trent’anni di “storia del diritto alla vita” della nostra nazione», afferma Carlo Casini nell’introduzione all’edizione italiana. Clara Lejeune racconta con dolcezza e affettuosa memoria la vita di suo padre, marito, «ricercatore dall’anima del poeta», uomo «dalla forza tranquilla» animato da una fede semplice e profonda. Particolarmente belle le pagine dedicate alla malattia e alla morte di Lejeune, raccontate con parole piene di amore filiale e di riconoscenza per un padre che ha lasciato ai suoi figli e al mondo la testimonianza di una vita illuminata e piena. Un testimone della vita.
Tratto da www.30giorni.it

