Non esistono parole al mondo che non siano state già scritte, all'Alba dei Tempi.......PAROLE SCOLPITE negli anfratti più profondi del cuore della Terra, nelle pieghe più morbide e levigate dell'intero universo, tra le radici della natura o tra i voli di ali celesti. Solo lo scrittore, come saggio e vecchio geografo, le sa cercare, comprendere e disegnare in pagine di eterna memoria......

I miei libri

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lunedì 11 novembre 2013

La vita è una sfida


In occasione del trentesimo anniversario della legge 194, che nel 1978 legalizzò in Italia l’interruzione volontaria di gravidanza, Cantagalli pubblica, in collaborazione con il Movimento per la vita italiano, la traduzione di La vie est un bonheur , di Clara Lejeune, figlia del grande genetista Jérôme Lejeune, pubblicato in Francia nel 1997.
Illustre scienziato e medico di fama internazionale, scopritore della trisomia 21, la sindrome di Down, Lejeune è considerato il padre della genetica moderna. La sua vita e il suo impegno nella ricerca «manifestano qualcosa di universale nell’impegno per la difesa della vita nascente e insieme recano il segno di una singolarità esemplare meritevole di essere proposta anche in Italia come stimolo nel ripensamento degli ultimi trent’anni di “storia del diritto alla vita” della nostra nazione», afferma Carlo Casini nell’introduzione all’edizione italiana. Clara Lejeune racconta con dolcezza e affettuosa memoria la vita di suo padre, marito, «ricercatore dall’anima del poeta», uomo «dalla forza tranquilla» animato da una fede semplice e profonda. Particolarmente belle le pagine dedicate alla malattia e alla morte di Lejeune, raccontate con parole piene di amore filiale e di riconoscenza per un padre che ha lasciato ai suoi figli e al mondo la testimonianza di una vita illuminata e piena. Un testimone della vita.
Tratto da www.30giorni.it


mercoledì 10 aprile 2013

Il Piccolo Principe

Il titolo del mio blog di lettura mi è stato ispirato proprio dal capitolo 15.mo di questo libro che, lungi dall'essere solo un libro di narrativa per ragazzi,  affronta con estrema delicatezza, armonia e candore temi come il senso della vita, dell'amore, dell'amicizia,  del rispetto per l’universo oltre che per tutti gli esseri viventi che lo popolano.
Capitolo
    Il sesto pianeta era dieci volte più grande. Era abitato da un vecchio signore che scriveva degli enormi libri.
 


     
Ecco un esploratore, esclamò quando scorse il piccolo principe.
   
Il piccolo principe si sedette sul tavolo ansimando un poco. Era in viaggio da tanto tempo.
    
Da dove vieni? gli domandò il vecchio signore.
    
Che cos'è questo grosso libro? disse il piccolo principe. Che cosa fate qui?
    
Sono un geografo, disse il vecchio signore.
    
Che cos'è un geografo?
    
È un sapiente che sa dove si trovano i mari, i fiumi, le città, le montagne e i deserti.
    
È molto interessante, disse il piccolo principe, questo finalmente è un vero mestiere!    E diede un'occhiata tutto intorno sul pianeta del geografo. Non aveva mai visto fino ad ora un pianeta così maestoso.
    
È molto bello il vostro pianeta. Ci sono degli oceani?    Non lo posso sapere, disse il geografo.
    
Ah! (il piccolo principe fu deluso) E delle montagne?
    
Non lo posso sapere, disse il geografo.    E delle città e dei fiumi e dei deserti?
    
Neppure lo posso sapere, disse il geografo.
    
Ma siete un geografo!
    Esatto, disse il geografo, ma non sono un esploratore. Manco completamente di esploratori. Non è il geografo che va a fare il conto delle città, dei fiumi, delle montagne, dei mari, degli oceani e dei deserti. Il geografo è troppo importante per andare in giro. Non lascia mai il suo ufficio, ma riceve gli esploratori, li interroga e prende degli appunti sui loro ricordi. E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un'inchiesta sulla moralità dell'esploratore.    Perché?
    
Perché se l'esploratore mentisse porterebbe una catastrofe nei libri di geografia. Ed anche un esploratore che bevesse troppo.
    
Perché? domandò il principe.
    
Perché gli ubriachi vedono doppio e allora il geografo annoterebbe due montagne là dove ce n'è una sola.    Io conosco qualcuno, disse il piccolo principe, che sarebbe un cattivo esploratore.
    
È possibile. Dunque, quando la moralità dell'esploratore sembra buona, si fa un'inchiesta sulla sua scoperta.    Si va a vedere?    No, è troppo complicato. Ma si esige che l'esploratore fornisca le prove. Per esempio, se si tratta di una grossa montagna, si esige che riporti delle grosse pietre. 

   
All'improvviso il geografo si commosse.
    
Ma tu, tu vieni da lontano! Tu sei un esploratore! Mi devi descrivere il tuo pianeta!    E il geografo, avendo aperto il suo registro, temperò la sua matita. I resoconti degli esploratori si annotano da prima a matita, e si aspetta per annotarli a penna che l'esploratore abbia fornito delle prove.
    
Allora? interrogò il geografo.
    
Oh! da me, disse il piccolo principe, non è molto interessante, è talmente piccolo. Ho tre vulcani,
due in attività e uno spento. Ma non si sa mai.
    
Non si sa mai, disse il geografo.
    
Ho anche un fiore.
    
Noi non annotiamo i fiori, disse il geografo.
    
Perché? Sono la cosa più bella.    Perché i fiori sono effimeri
    
Che cosa vuoi dire "effimero"?    Le geografie, disse il geografo, sono i libri più preziosi fra tutti i libri. Non passano mai di moda. È molto raro che una montagna cambi di posto. È molto raro che un oceano si prosciughi. Noi descriviamo delle cose eterne.    Ma i vulcani spenti si possono risvegliare, interruppe il piccolo principe. Che cosa vuol dire "effimero"?    Che i vulcani siano spenti o in azione, è lo stesso per noi, disse il geografo. Quello che conta per noi è il monte, lui non cambia.    Ma che cosa vuol dire "effimero"? ripeté il piccolo principe che in vita sua non aveva mai  rinunciato a una domanda una volta che l'aveva fatta.
    
Vuol dire "che è minacciato di scomparire in un tempo breve".
    
Il mio fiore è destinato a scomparire presto?    Certamente.
   
Il mio fiore è effimero, si disse il piccolo principe, e non ha che quattro spine per difendersi dal mondo!
E io l'ho lasciato solo!     E per la prima volta si senti pungere dal rammarico. Ma si fece coraggio:
    
Che cosa mi consigliate di andare a visitare?
    
Il pianeta Terra, gli rispose il geografo. Ha una buona reputazione...
   
E il piccolo principe se ne andò pensando al suo fiore.