Non esistono parole al mondo che non siano state già scritte, all'Alba dei Tempi.......PAROLE SCOLPITE negli anfratti più profondi del cuore della Terra, nelle pieghe più morbide e levigate dell'intero universo, tra le radici della natura o tra i voli di ali celesti. Solo lo scrittore, come saggio e vecchio geografo, le sa cercare, comprendere e disegnare in pagine di eterna memoria......

I miei libri

Visualizzazione post con etichetta Vite di Santi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vite di Santi. Mostra tutti i post

mercoledì 24 febbraio 2016

Giovanna, la fanciulla guerriera

E' un libro che narra la storia affascinante e dolorosa di santa Giovanna d'Arco, la contadina che divenne guerriera per amore della sua Patria in risposta alla richiesta di Dio di liberare la Francia dall'assedio dell'Inghilterra; infatti Giovanna, appena tredicenne, inizia a sentire delle voci che vengono dal Cielo,  spesso accompagnate da un bagliore e da visioni dell'Arcangelo Michele, di Santa Caterina d'Alessandria e di Santa Margherita di Antiochia, che le chiedono di farsi carico del destino di Francia. Si ribella alla volontà del padre, che la vuole vedere sposa, per seguire un'altra strada, l'unica che sente sua: incontrare il "gentile delfino" e salvare il regno dall'assedio degli inglesi. Lei, un'adolescente che non ha mai cavalcato in vita sua, riesce a conquistare capitani, prelati, nobili, uomini di cultura, re, con le sue irremovibili convinzioni, il suo carisma ispirato, la sua incredibile visione tattica in battaglia, la sua fede oltre ogni ragione. Per Dio e per la Patria, fino alla morte.
Giovanna è eroina nazionale di Francia, meglio conosciuta come la Pulzella d'Orléans. Ebbe il merito di riunificare il proprio Paese contribuendo a risollevarne le sorti durante la guerra dei Cent'anni, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi. Catturata dai Borgognoni davanti Compiègne, Giovanna fu venduta agli inglesi che la sottoposero ad un processo per eresia, al termine del quale, il 30 maggio 1431, fu condannata al rogo ed arsa viva.
Nel 1456 il Pontefice Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiarò la nullità di tale processo. Beatificata nel 1909 e canonizzata nel 1920 da Papa Benedetto XV, Giovanna venne dichiarata patrona di Francia.
 

giovedì 5 febbraio 2015

La mia natura è il fuoco. Vita di santa Caterina da Siena

Se c'è uno scrittore che sa trasformare la vita di un santo in un romanzo appassionante ed interessante questo è senza dubbio Louis De Wohl. Un narratore tedesco che ha firmato veri e propri capolavori spirituali che intendo presentare uno ad uno, avendoli letti tutti (d'altronde non pubblico nulla senza averlo prima letto!) e che mi hanno conquistata ed entusiasmata. Il primo romanzo storico di Louis de Wohl, che vi presento è dedicato alla vita di santa Caterina da Siena. Una biografia, quella su Caterina, che immette il lettore dentro la grande santità di questa piccola donna, dall'apparenza fragile, ma dotata di una forza d'animo e di volontà conquistate con la fede, la fiducia in Dio  e la forza dell'umiltà associata alla preghiera ed all'unione con Dio. Pare che l'autore abbia incrociato personalmente lo sguardo puro e deciso di questa santa, donandolo al lettore trasformato in impressioni ed emozioni che catturano dalla prima all'ultima riga, da una pagina all'altra. Si termina il libro con la convinzione di trovarsi davanti ad una donna assolutamente coraggiosa ed eccezionale.    
 

giovedì 28 agosto 2014

Le confessioni

"Le confessioni" di Sant'Agostino, opera scritta tra il 397 e il 400 d.C, sono uno dei massimi capolavori della letteratura cristiana. Di carattere autobiografico, esse si suddividono in tredici libri nei quali il Santo confessa i propri peccati e rende grazie a Dio per averlo liberato dal male. L'autore descrive gli eventi principali della propria esistenza, analizzando così i passi che lo hanno portato a diventare un vero cristiano. I primi nove libri sono totalmente inerenti ad esperienze di vita, mentre gli ultimi quattro riguardano principalmente diverse concezioni filosofiche come: l'essenza del tempo e l'origine dell'uomo. Con Dio c'è un continuo dialogo, attraverso il quale Agostino racconta come sia giunto alla fede e percorrendo quali strade sia arrivato alla verità. Il racconto parte dall'infanzia, dai primi peccati commessi che egli vede anche negli altri bambini. Sin da piccolo è sempre stato attirato dalla dicotomia bene-male, arrivando a provare ogni dissolutezza per poi abbracciare il manicheismo, inizialmente unica sua vera fede. D'importanza vitale sono il viaggio a Milano e l'incontro con Ambrogio che lo guiderà alla conversione cristiana. Negli ultimi libri dell'opera, Sant'Agostino approfondisce il tema della Creazione.

lunedì 21 ottobre 2013

Un cuore per la nuova Europa

 
Il volume, realizzato dall’Istituto Storico dell'Insorgenza (qui) in collaborazione con la Fondazione D'Ettoris di Crotone, comprende due saggi: il primo, di Oscar Sanguinetti, descrive la vita dell'ultimo imperatore asburgico sotto un profilo più personale e privato, attingendo quasi totalmente alla Positio super virtutibus, ossia al compendio delle testimonianze del processo di beatificazione. L'altro, di cui è autore il professor Musajo Somma della Cattolica di Milano affronta il quadro storico della guerra mondiale e della finis Austriae, attingendo alla miglior letteratura storica disponibile oggi, anche in lingua non italiana. Il volume, illustrato, è corredato da una intervista con il postulatore della causa, avvocato Andrea Ambrosi, da una cronologia e da un'ampia bibliografia. Tratto da www.identitanazionale.it
Marco Invernizzi, storico del movimento cattolico italiano, nella Prefazione sottolinea che la beatificazione del sovrano tiene conto non solo del suo ruolo di marito e padre esemplare, di cristiano devoto in tutte le circostanze difficili della sua esistenza, ma anche del modo in cui ha esercitato le funzioni inerenti al suo rilevante ruolo pubblico. Invernizzi invita l’Italia che entra in Europa a guardare come a un modello all’«imperatore santo», fautore di un non facile federalismo e sostenitore di una politica dell’integrazione, realistica e anti-ideologica, che non fece in tempo a realizzare. Tratto da www.totustuus.it


mercoledì 26 giugno 2013

Vita di mamma Margherita


Le grandi parole
Il giorno 30 ottobre è l'ultimo che Giovanni Bosco passa fuori dal Seminario. Nelle sue 'Memorie', don Bosco ricorda così quel giorno: Il giorno 30 ottobre di quell'anno 1835 dovevo trovarmi in Seminario. Il piccolo corredo era preparato. I miei parenti erano tutti contenti: io più di loro. Mia madre soltanto stava in pensiero e mi teneva tuttora lo sguardo addosso, come volesse dirmi qualche cosa. La sera precedente alla partenza ella mi chiamò a sè e mi fece questo memorando discorso:  "Giovanni, tu hai vestito l'abito del sacerdote. Io ne provo tutta la consolazione che una madre può provare per la fortuna di un figlio. Ma ricordati che non è l'abito che onora il tuo stato, è la pratica della virtù. Se mai tu avessi a dubitare di tua vocazione, ah per carità! non disonorare questo abito. Posalo subito. Preferisco avere un povero contadino che un figlio prete trascurato nei suoi doveri. Quando sei venuto al mondo, ti ho consacrato alla Beata Vergine. Quando hai cominciato i tuoi studi ti ho raccomandato la devozione a questa nostra madre. Ora ti raccomando di esserle tutto suo. Ama i compagni devoti di Maria. E se diventi sacerdote, raccomanda e propaga sempre la devozione di Maria".
Nel terminare queste parole, mia madre era commossa; io piangevo. "Madre -le risposi-, vi ringrazio di tutto quello che avete detto e fatto per me. Queste parole non saranno dette invano e ne farò tesoro in tutta la mia vita" ( dalle 'Memorie' di don Bosco).

In queste parole c'è la fede grande di una mamma contadina. Davanti a suo figlio che entra in Seminario, come un contadino davanti al campo pieno di grano maturo, ha già dimenticato il lavoro, le difficoltà, le sofferenze che l'hanno accompagnata fin lì. Davanti al figlio che sta raggiungendo la prima meta sognata a nove anni, sente solo la 'consolazione', vede solo la 'fortuna' del figlio. Questa fede è stata sorretta dalla fiducia totale in Maria Santissima, alla quale ha consacrato Giovanni neonato, ha affidato Giovanni che muoveva i primi passi verso la scuola. Ma la sua fede è concreta, disincantata. Nel breve orizzonte della sua vita ha visto anche preti che hanno 'disonorato' il loro abito, la loro missione. E mette in guardia suo figlio con parole dure: piuttosto che cattivo prete, meglio non-prete.